Ed eccoci giunti al nostro primo diario di viaggio, partendo dall’ultima meta da noi visitata: le Asturie, nell’Agosto 2022.

Introduzione

Qui troverai non solo il nostro diario di viaggio, ma anche molte astuzie e curiosità, che se avessimo saputo prima di partire, ci avrebbero fatto risparmiare tempo e denaro, sperando tornino utili a qualcuno che visiterà questi luoghi! Le Asturie offrono natura selvaggia, infatti la zona è ricca di immensi parchi naturali e sono disponibili davvero molte alternative per gli appassionati di sport all’aria aperta (dal surf, al trekking, alle scalate, lo scii di inverno..), ma, se piace, c’è anche la possibilità di visite in città carine.

Perchè le Asturie?

La nostra scelta è ricaduta su questa destinazione, non così conosciuta (anche se ogni anno viene attraversata da numerosi pellegrini che decidono di intraprendere il cammino di Santiago), perchè non avevamo voglia, essendo costretti per esigenze lavorative a andare in ferie a metà agosto, di trovarci con una marea di gente ovunque: questa zona infatti è poco turistica. Con ciò, non significa che sarete gli unici a visitare le varie attrazioni, anzi, perchè troverete soprattutto Spagnoli provenienti da altre aree della regione, ma in generale a differenza di altri posti in cui sembrava di essere a casa (ad es. Azzorre), qui abbiamo trovato davvero pochissimi Italiani! Altro motivo che ha spostato l’ago della bilancia in suo favore, visto il caldo torrido che quest’anno ha deciso di invaderci, sta nel fatto che il nord della Spagna prometteva un clima più mite, rispetto ad esempio all’Andalusia (anche se in realtà faceva parecchio caldo anche nel nord, quindi siamo rimasti un po’ fregati!).

Costi volo e Auto a noleggio

I costi di volo e noleggio auto (circa 375 € a testa con uno scalo e un bagaglio da stiva; FIAT 500 circa 400 € per 8 giorni) ci sono sembrati accettabili e li abbiamo acquistati entrambi più o meno un mese prima della partenza. Probabilmente, anticipando ulteriormente sarebbe stato possibile spendere meno su tutti e due i fronti.

Costo della vita in loco

Il fatto che questa non sia una meta turistica non rende questa parte della Spagna economica, anzi. Si spende come da noi per cibo, spesa (ci siamo trovati molto bene sia con i supermercati locali, sia con i LIDL, presenti soprattutto nelle città più grandi) e benzina (da notare però che per quanto il costo al litro della benzina fosse simile all’Italia, venivano sempre fatti degli sconti del 10% circa, per cui non male!). Addirittura, come spesso accade all’estero, si spende di più che da noi nell’ambito della caffetteria, dal caffè al cappuccino (che ovviamente salvo rare eccezioni lasciano un po’ a desiderare…infatti, inizialmente non capivamo come mai le loro bustine di zucchero fossero così grandi…dopo qualche assaggio ce ne siamo fatti un’idea!).

Pernottamenti

Non abbiamo trovato giustificazione del prezzo per quanto riguarda bellezza o qualità; infatti abbiamo riscontrato che le infrastrutture presenti fossero tendenzialmente care per il servizio offerto. Anche i campeggi risultano meno economici di quello a cui siamo abituati e che ci aspettavamo (con tenda + macchina mediamente circa 25 € a notte a coppia, contro i non meno di 80 € a notte a coppia di un hotel discreto, se non si contempla la possibilità di dormitori o bagni condivisi), ma erano a differenza di altri, davvero iperpuliti e offrivano maggiori e migliori servizi. Consigliamo vivamente se potete di prenotare per tempo l’hotel/stanza, altrimenti all’ultimo la scelta sarà molto limitata (infatti, abbiamo visto con anticipo stanze su Airbnb a 35 €/notte, con bagno condiviso, quindi già dal costo più ragionevole).

Altre curiosità

Nota molto positiva riguarda invece le autostrade, dato che nelle Asturie non sono a pagamento, per cui si possono utilizzare liberamente. I parcheggi nelle città sono davvero limitati, per cui, quando avete la possibilità, consigliamo di lasciare il proprio mezzo nei parcheggi a pagamento, visto che la tariffa oraria è molto economica. Quasi nessuno parla inglese, di conseguenza per noi che lo spagnolo non lo conosciamo assolutamente, è stata un’esperienza farsi capire a gesti!! Attenzione, infine, ad avere sempre un po’ di contanti a disposizione, dato che non dappertutto accettano la carta, soprattutto per pagamenti di cifre basse, e ti potresti veder strappar via dalle mani il tuo adorato gelato, perchè non ti bastano i soldi per comprarlo (lo dico perchè a noi è capitato ed è stato un momento molto triste!!).

Giorno 1: il viaggio di andata

Partiamo presto al mattino da casa per dirigerci all’aeroporto, salutiamo la nostra Golden Retriever (Vicky), che starà felicemente, in questo periodo di nostra assenza, con i “Nonni”. La durata del volo è circa di due ore e mezza per arrivare a Madrid e poi un’oretta circa per raggiungere l’aeroporto di Oviedo. Visti i tempi per i vari spostamenti, la giornata sarà dedicata interamente al viaggio. In realtà, avendo 5 ore di scalo, decidiamo che non si può sprecare l’occasione di fare un giro nel centro di Madrid…pessima idea! Non è stato per nulla facile anche solo uscire dall’aeroporto (peggio di Alcatraz), in quanto è davvero grande e confusionario. Inoltre, i mezzi per arrivare a Madrid sono costosi, per cui non torneremmo a spendere 10 € a testa di metropolitana, visto il poco tempo rimasto…poi ognuno faccia le sue considerazioni! Arrivati all’aeroporto di Oviedo, ritiriamo subito la macchina e ci dirigiamo verso l’hotel, perchè di solito preferiamo riservare una camera più comoda per la prima notte, per riposarci meglio, essere carichi e riprenderci dal viaggio. Generalmente durante una vacanza alterniamo hotel/camera e tenda (facendo però di solito più notti in tenda in campeggio per abbattere i costi). Questa struttura, in cui era presente anche un ristorante ben recensito, a livello di qualità prezzo è stata una delle migliori a nostro avviso (Hotel Zalle Don Fernando, a Oviedo).

Asturie Giorno 1: il viaggio di andata
Aereo in attesa di partenza per le Asturie

Giorno 2: Museo del Sidro e Oviedo

Purtroppo in questo primo giorno, il meteo è un po’ avverso e piove, ma ne approfittiamo per fare delle spese in loco. Decidiamo, spinti dal brutto tempo, di partire da un’attrazione al chiuso e optiamo per il museo del sidro, a Nava. Se hai già letto il mio articolo sui piatti tipici delle Asturie, saprai appunto che qui il sidro è la bevanda per eccellenza, per cui era fondamentale vedere il processo di produzione e degustarlo. Sinceramente, non ci sentiamo di consigliare questo museo, non tanto per la visita in se’, ma per il fatto che se non conoscete un minimo di spagnolo, sarà difficile capire le varie spiegazioni (la guida non parlava inglese e non vi erano guide illustrative in inglese). L’abbiamo trovato un peccato, perchè effettivamente per pochi turisti che ci siano, provvedere anche solo alla fornitura di un audioguida o qualche depliant multilingua, potrebbe essere d’aiuto (questo ci ha poi di conseguenza scoraggiato a visitare altri musei per paura di non capire nulla e buttare di conseguenza i soldi dell’entrata). Tuttavia, decideste di andare comunque il prezzo è di 4 € a testa. Terminata la visita di un’oretta circa e la degustazione, torniamo a Oviedo, dove nel pomeriggio ci dedichiamo a un bel giro del centro, in gran parte pedonale, molto comodo perciò da girare a piedi, in mezzo alle numerose opere di arte moderna. Qui è presente la magnifica Cattedrale di San Salvador (dichiarata patrimonio Unesco), vi è la possibilità vedere il suo interno gratuitamente; merita anche una visita il campo di San Francisco, un enorme parco verde situato in centro città. Infine, ci dirigiamo verso il monte Naranco lì vicino, dove si trovano le “chiese rupestri” (Santa Maria del Naranco e San Miguel de Lillo), molto suggestive, peccato che in questa zona sia molto difficile parcheggiare vista la folla presente, che rende spesso impossibile fare anche solo una foto (a prescindere la visita è d’obbligo).

Giorno 3: Gijon e Avilès

Oggi il nostro giro prevede una delle tre città più grandi della zona: Gijon. Città sul mare, piena di gente che corre o va in bici. Dopo una passeggiata sul lungo mare, nel centro, passando per il pittoresco quartiere di Cimavilla, e un caffè (+ churros omaggio, qui si usa in molte caffetterie.. il caffè costa di più, ma lo accompagnano spesso con un dolcetto), decidiamo di dirigerci verso il giardino botanico Atlantico, di fianco alla gigantesca e suggestiva Universidad Laboral (consigliatissimo un giro al suo interno). Il costo per l’entrata è stato di 2,90 €, assolutamente non caro se paragonato alla vastità del parco. Noi siamo andati poco prima di pranzo, non considerando che potesse esserci così tanto da vedere, e siamo usciti principalmente perchè colpiti dai morsi della fame, per cui consigliamo magari di recarsi nel primo pomeriggio o al mattino più presto, in modo da godersi più con calma la visita, dato che appunto il parco è molto grande, ben curato e piacevole. Nel pomeriggio, ci spostiamo verso la terza delle città più grandi: Avìles, di origine medievale, come si può apprezzare passeggiando nel suo centro storico, ma ad oggi super innovativa. Infatti, qui sono presenti un insieme di 5 opere architettoniche del brasiliano Niemeyer, da cui prende il nome l’enorme centro culturale, ubicato tra la zona industriale e il porto, collegato alla città da un ponte colorato: il tutto non passa certo inosservato per la sua originalità! Anche in questa città è presente una bella zona verde, ossia il Parco Ferrera, ed è carino passeggiare tra le varie vie e fermarsi per un caffè.

Giorno 4: Laghi di Saliencia e sentiero dell’Orso

Decidiamo di partire con la parte più naturalistica della vacanza e cominciare dal parco naturale di Somiedo, per un trekking di circa 3 orette, facile e molto suggestivo per la presenza di 4 laghi, di cui uno, purtroppo, quasi del tutto secco (laghi di Saliencia). Prestate attenzione che all’interno dei numerosi parchi naturali nelle Asturie a volte ci sono tragitti di parecchi km dove non si trova un distributore, quindi organizzate bene i vostri spostamenti per non restare senza rifornimento. Nel pomeriggio, invece ci siamo spostati a Proaza, visto che ci sarebbe piaciuto fare in parte il sentiero dell’Orso, che di solito è maggiormente battuto da ciclisti vista la lunghezza del percorso, ma noi ci siamo limitati a un giretto abbastanza veloce a piedi. Ai margini della riserva sono ospitate due orse brune, che purtroppo non abbiamo visto (dicono che il momento in cui si scorgono con più facilità sia verso mezzogiorno, in quanto viene dato loro da mangiare). Il pezzo che abbiamo fatto non ci ha entusiasmato più di tanto, quindi tornassi indietro, dedicherei magari mezza giornata per gustarsi più con calma l’intero itinerario in bici (se davvero come abbiamo letto sul posto il costo del noleggio fosse 9 € al giorno, si può valutare assolutamente). La sera iniziano i problemi! La nostra negligenza ti potrebbe tornare utile se mai ti trovassi qui..la zona non è servita in maniera uniforme dai campeggi, bensì ne è piuttosto ricca sulla costa, meno nell’entroterra, dipende! Noi ci trovavamo nei pressi di Covadonga (Parco Nazionale dei Picos de Europa), convinti che avremmo trovato un posto, ma purtroppo il camping dove pensavamo di fermarci era pieno e così gli altri due o tre nei paraggi che abbiamo provato a chiamare. Forse sarà stato un caso o solo sfortuna, ma siamo stati a costretti, per non dormire in macchina, a fare circa 70km indietro, per tornare a Gijon dove abbiamo all’ultimo trovato una stanza su Airbnb. Chiaramente ci è dispiaciuto, perchè abbiamo fatto molta strada inutile, siamo arrivati parecchio stanchi e il mattino dopo eravamo dalla parte opposta rispetto la nostra meta, oltre ad aver speso chiaramente di più in benzina e per il pernottamento, ma pazienza. Con ciò ti vorrei ricordare perciò, per non rimanere fregato come noi, di controllare bene la presenza di strutture nella zona che ti interessa. Inoltre, abbiamo notato che molti non accettano prenotazioni telefoniche, ma devi essere tu a presentarti lì. Per cui, sicuramente consigliamo in primis di chiamare; se non bastasse già sai che magari alla mattina o primo pomeriggio ti conviene essere in campeggio a montare per la sera (chiaramente questo discorso potrebbe non valere in bassa stagione o per pernottamenti durante la settimana!).

Giorno 5: Cangas De Onìs, laghi e santuario di Covadonga

Oggi viste le vicessitudini di ieri decidiamo di trascorrere una giornata più tranquilla. Onde evitare nuove sorprese, ci mettiamo subito in viaggio per recarci di persona al campeggio di Covadonga, per capire se è possibile fermarsi per la notte e fortunatamente la risposta questa volta è stata positiva! Ne approfittiamo per riposare un po’, ma anche per fare un bel giro a Cangas De Onìs, cittadina molto carina qui vicino. E’ nota principalmente per il bel ponte di epoca medievale, che viene “erroneamente” definito “Ponte Romano”, che sorge sopra al fiume Sella, che attraversa la città. Questa zona è molto consigliata anche per lo scenografico santuario di Covadonga e i bellissimi laghi. Unica pecca: per snellire il traffico, che a quanto pare in alta stagione in quest’area era davvero impossibile, hanno deciso di chiudere la strada che porta ai laghi dalle ore 8.00 alle 21.00: ciò significa che per raggiungerli, si è obbligati a servirsi delle navette a pagamento (9 € a testa), che partono dai parcheggi a pagamento (2 €), oppure tramite taxi. L’abbiamo trovata una cosa un po’ antipatica, dato che spendere 20 € per passare qualche ora ai laghi ci sembrava esagerato. Così noi, come altre mille persone a quanto pare, abbiamo pensato di vederli in serata, anche per fare qualche bella foto al tramonto, per cui abbiamo aspettato le 21:00 l’apertura della strada e siamo saliti in macchina, per un tragitto di circa mezz’oretta…che dire! andando su lo spettacolo era davvero magnifico…luci e colori molto suggestivi e incantevoli! Arrivati al lago Ercina (quello più in alto, l’altro lago si chiama Enol), pieno di mucche al pascolo, attendiamo circa un’ora per gustarci un cielo magico: pieno di stelle e quasi irreale, via lattea compresa! Ci è piaciuto molto, infatti abbiamo deciso di volerlo comunque vedere anche di giorno, perchè meritevole di nota a nostro avviso. Per quanto riguarda il Santuario, invece, è al di fuori della strada chiusa al traffico, per cui in teoria raggiungibile a qualunque ora, ma nella realtà è impossibile parcheggiare, per la marea di gente che si appresta a vederla! Per cui abbiamo adottato la stessa tecnica, ci siamo diretti qui verso le 20.00 di sera, orario in cui c’è decisamente meno afflusso, le temperature sono più miti e le luci anche migliori per fare foto. Anche questa basilica è davvero molto consigliata, l’abbiamo trovata affascinante e unica. Per finire, sempre qui vicino, è presente la “Santa Cueva”, una caratteristica chiesetta scavata nella roccia, al di sopra di una cascata, luogo di culto in cui, secondo la leggenda, apparve una madonna nera nel 700 d.C. Queste tre attrazioni così vicine tra loro rendono secondo noi Covadonga una meta davvero irrinunciabile se volete venire nelle Asturie!

Giorno 5:  Cangas De Onìs, laghi e santuario di Covadonga
Santuario

Giorno 6: Itinerario del Cares e cena in sidreria tipica

Giornata decisamente più impegnativa! Noi, avendo già in precedenza appreso che l’itinerario del Cares sembrava essere irrinunciabile per gli amanti dei trekking, volevamo assolutamente provarlo. Nonostante la lunghezza, circa 24 km, la promessa di attraversare una gola lungo un fiume, passando per ponti, grotte e sentieri in pietra sembrava molto promettente. Perciò sveglia presto, colazione e ci dirigiamo verso Poncebos per raggiungere Cain a piedi (ci sono diverse possibilità per svolgere questo percorso). Partendo presto al mattino, non abbiamo trovato subito molta folla. Sono stata molto contenta di questa scelta, poichè la durata del cammino impone circa 6 ore di viaggio a piedi (dipende dalla vostra velocità), per cui almeno le prime al mattino le abbiamo passate senza il sole cocente, avendo questo itinerario molti tratti non all’ombra. Il paesaggio qui fa sentire davvero minuscoli, ci si ritrova circondati da montagne alte fino al cielo e si è completamente immersi nella natura. Come immaginavamo, il percorso è stupendo, sinceramente non lo abbiamo trovato tanto impegnativo (tolti i primi 2 km più in salita il resto è praticamente pianeggiante), più che altro, se non siete abituati a camminare al sole e per diverse ora, valutate bene l’orario di partenza e le condizioni meteo!! Importante portarsi cibo e acqua, visto che non abbiamo trovato rifugi. Inoltre, essendoci vari tratti a strapiombo, per chi soffre di vertigini, nonostante sia ampio lo spazio di camminata (mai meno di un metro e mezzo di larghezza), è meglio tenere a mente anche questo aspetto.
Tornati a Cangas De Onis è proprio in una sidreria locale (sidreria la Caldera) molto ben recensita che abbiamo assaggiato il cachopo (se non sai cos’è leggi qui). Consiglio: anche se vi ritenete delle buone forchette, come noi, non fatevi tirare a ordinare mille pietanze, perchè le porzioni di solito sono abbondanti e potreste finire con l’esplodere! Infatti, la nostra scelta è ricaduta appunto su un cachopo, accompagnato dal suo contorno, e tagliere misto di salumi e formaggi + pane (che qui viene sempre considerato a parte e fatto pagare a pagnotta). Non essendo inizialmente sicuri di aver ordinato a sufficienza – il cameriere stesso ci ha fermato!! -, ci siamo poi dovuti ricredere: il cachopo è una bistecca mastodontica e il tagliere è sicuramente per due, infatti, oltre che essere composto da prodotti squisiti, era davvero molto ricco (non abbiamo più tentato di prendere il dolce, e ho detto tutto!!).

Giorno 6: Itinerario del Cares e cena in sidreria tipica
Tagliere salumi e formaggi

Giorno 7: Giro diurno dei Laghi di Covadonga, Bufones, Llanes e Playe varie

Come ci eravamo ripromessi, oggi giro diurno ai laghi di Covadonga! Perciò, decidiamo di entrare prima delle 8.00, in modo da non essere vincolati dal pagamento (sul sito delle Asturie è ben specificato che, una volta all’interno del parco, si può uscire in ogni momento, anche se ci si reca con la propria vettura!). Decidiamo di fare un giro generico, senza seguire particolari tratte (anche se il giro dei laghi è breve e facile, molto adatto anche alle famiglie), ma anche qui è davvero molto bello. Inoltre, durante la passeggiata si potranno anche vedere stralci di una vecchia miniera, piccola, ma molto interessante. Per chi non lo sapesse, questa zona è molto ricca di minerali, di conseguenza sono presenti molte industrie, miniere, villaggi e musei tematici (noi non eravamo molto interessati a questo aspetto, perciò l’abbiamo tralasciato!).
L’ultima parte della vacanza l’abbiamo dedicata a un piccolo tour costiero, dal momento che abbiamo visto in rete foto di innumerevoli spiagge pazzesche, dei veri angoli di paradiso. Per cui al pomeriggio ci dirigiamo a Llanes, città di mare, nei cui pressi sono presenti molte zone attrattive, tra le quali non si possono non citare i Bufones. Per nostra sfortuna, nè i Bufones di Prìa (visti il giorno seguente), nè quelli di Arenillas decidono di collaborare, a causa dell’assenza dell’alta marea, per cui non vediamo la caratteristica vera e propria fuoriuscita d’acqua dalle fessure tra le rocce, che potrebbero anche arrivare all’altezza di 20metri in condizioni favorevoli, ma solo pochi spruzzi! A parte ciò, ci godiamo in tranquillità varie tappe su alcune delle spiagge qui presenti, tra cui la Playa de Andrin e de Ballota, con annesso belvedere, Playa Antille e Playa de Toro, davvero una più bella dell’altra!! Infine, consigliamo anche di dedicare qualche ora per vedere Llanes, sia il centro che il porto, che abbiamo trovato molto bella. Ps: nota per i golosi, se come noi amate il gelato, sappiate che probabilmente quello artigianale lo troverete inspiegabilmente solo nelle città di mare, dalle altre parti è davvero poco diffuso, o perlomeno troverete unicamente quelli confezionati nei bar. Per cui se siete a Llanes, d’obbligo la tappa a Yogurissimo, per un mega cono con gelato o frozen yogurt, da decorare a piacere con milioni di toppings diversi tra cui scegliere, ma, nonostante questo, dal prezzo davvero contenuto!

Giorno 8: Giro costiero, Cudillero, Playa del Silencio e Playa La Gueirua

Dovendo tornare verso l’aeroporto di Oviedo, dato che l’aereo del ritorno partirà il giorno successivo, continuiamo verso Nord lungo la costa, per procedere a visitare le spiagge presenti. Ad alcune, all’ultimo decidiamo di rinunciare, perchè i parcheggi sono a pagamento. Quasi tutte prevedono un pezzetto da fare a piedi, perciò, in alcuni luoghi dove non ci sono altri spazi, se vuoi accedere alla spiaggia sei obbligato a pagare dai 2,5-3,5 € per lasciare la macchina. In se’, il costo giornaliero non è disonesto, anzi, ma per noi che non eravamo intenzionati a fare vita da mare, ma solo una toccata e fuga, il pensiero di buttare 10 € per vedere qualche spiaggia ci sembrava un po’ assurdo, per cui abbiamo provato a continuare a guidare, dirigendoci verso la successiva. In particolare, abbiamo rinunciato alla famosissima spiaggia di Gulpiyuri e quella di San Antolin per questo motivo. Decidiamo così di spingerci verso Cudillero, città di mare caratterizzata da un delizioso borghetto di pescatori arroccato nella roccia (le Asturie sono piene di pittoreschi paesini marinari sparsi, oltre questo). Qui si può fare un giro al porto e tra le varie casette colorate. Questo paesino è pieno di ristoranti affollati, in cui mangiare pesce, dove anche noi abbiamo cenato quella sera. Se possibile, evitate gli orari di punta, come le 14.00-15.00 per il pranzo e dopo le 20.00 per la cena, sia perchè non troverete parcheggio al porto, sia perchè vi toccherà fare la coda fuori dai locali per sedervi! (in questa zona della Spagna mangiano particolarmente tardi). Se vi va di curiosare nei paraggi, potete allontanarvi un pochino in macchina per raggiungere la Playa del Silencio (anche in questa è presente un parcheggio a pagamento, ma andando oltre si riesce a lasciare la macchina) e la Gueirua, entrambe mozzafiato e super particolari.

Giorno 9: Valdes e viaggio di ritorno

Ultimo giorno arrivato…la riconsegna della macchina alle 14,00 ci consente di avere ancora la mattinata libera, ma tra preparazione della valigia, sbaracco dal camping, colazione e un po’ di relax, non resta molto tempo. Facciamo un giro, nonostante la pioggia leggera, al mercato cittadino di Valdes, dove compriamo un formaggio tipico asturiano da portare a casa, prima di dirigerci all’aeroporto, riconsegnare l’auto e tornare a casa.

Giorno 9: Valdes e viaggio di ritorno
Scatto pre-partenza

Conclusioni finali

Sicuramente una settimana potrebbe non essere sufficiente per vedere tutto ciò che questa zona ha da offrire, potreste dedicarvi ad un’area in particolare, oppure fermarvi per più tempo se ne avete l’opportunità! Infatti, noi stessi siamo stati costretti a fare delle scelte (la zona ad ovest non l’abbiamo praticamente vista!), a volte anche dettate da imprevisti dell’ultimo minuto, che fanno perdere tempo. Sicuramente consigliamo, come in qualunque vacanza, a meno che vi piaccia improvvisare completamente, la stesura di un itinerario più o meno dettagliato o anche solo una minima ricerca preliminare che vi permetta di avere almeno un’idea delle mete irrinunciabili dove si vuole trascorrere un po’ di tempo e capire i tempi morti legati agli spostamenti. Detto ciò, sul piano economico, decisamente non è stata una vacanza costosa, ma poteva sicuramente prevedere meno sprechi a livello ad esempio di benzina, per mille giri un po’ inutili, oppure attrazioni che col senno di poi non meritavano, o milioni di caffè presi per fare una sosta o per poter usufruire dei servizi. A parte questo, se il vostro budget è un po’ limitato, ci sentiamo di consigliare le Asturie come destinazione, solo se siede disposti ad abbattere i costi dormendo almeno parte delle notti in campeggio (per altri consigli per spendere meno leggi qui). Comunque, per la varietà delle attrazioni e delle potenzialità che l’area possiede, siamo sicuri che potrebbe incontrare i gusti un po’ di tutti, inoltre il clima mite lo rende una meta adatta a tutte le stagioni! Per altre informazioni, potete appoggiarvi al sito turismoasturias.it, che è ben dettagliato e abbiamo trovato molto utili le guide PDF tematiche presenti, alcune anche in italiano. Se avete domande o volete altri consigli potete scrivere nei commenti!

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2 commenti su “ASTURIE: 8 giorni in un paradiso naturale tutto da scoprire!”

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