Ring road Islanda con poco più di 1000 euro! Da non credere vero? Capirai come siamo riusciti, che giro abbiamo fatto e a che compromessi siamo dovuti scendere!

Informazioni

Questo articolo è strutturato sulla falsa riga di ABISKO: Quello Che Devi Sapere Prima Di Partire. Questo viaggio in Islanda per me è stato il terzo e non ti nascondo che ci tornerò, perchè ogni cosa presente sull’isola è magnifica. La sensazione di guidare in queste lande magiche è impagabile, qui una semplice curva lungo la strada ti apre la vista ad uno scenario unico: cascate, vulcani e fantastiche colline colorate, qui tutto sembra essere surreale (ti sembrerà di essere in un paesaggio stile signore degli anelli (: ). Ma ora smetto di annoiarti con i miei pensieri e ti spiegherò meglio possibile come organizzarti senza commettere errori, o perlomeno limitandoli al massimo. Se sei interessato all’organizzazione di un viaggio in questa meravigliosa terra, ti consiglio di leggere anche il mio articolo Viaggio in Islanda low cost? 5 aspetti da valutare, in cui vado nei dettagli non tanto dell’itinerario, quanto dei principali aspetti da considerare per risparmiare il più possibile.

Ring road Islanda, mappa dell'isola!

ring road Islanda: Itinerario di 15 giorni

Giorno 1: 6/08/2020

Siamo partiti dall’aeroporto di Milano Malpensa in direzione aeroporto internazionale Keflavik, con scalo a Copenaghen. Lo scalo è durato 4 ore, giusto il tempo per pranzare con una pizza diavola divisa in due con una bottiglietta d’acqua alla modica cifra di 19 euro. Siamo al nord, è tutta nella norma, in più la pizza non era male… Alle 18.30 arriviamo finalmente nella mia amata Islanda. Già scendendo dall’aereo sento le emozioni a mille, sai quando sei innamorato di un posto e ci torneresti sempre? Io solo lì provo questa sensazione. Purtroppo all’uscita del gate ci aspetta il test PCR per il Covid, per niente piacevole… Usciti dall’aeroporto, siamo andati a recuperare la macchina e subito dritti in hotel in attesa del risultato. PS: dall’aeroporto di Keflavik a Reykjavìk si percorrono circa 30 minuti di macchina, ma la strada che ti circonda, caratterizzata da uno stupendo ambiente vulcanico, è sensazionale.

Giorno 2: 7/08/2020

La normativa prevedeva che si fosse liberi di girare nel paese solo dopo aver ricevuto il messaggio con esito negativo, oppure dopo 24 ore. Al risveglio Sabrina si trova già il messaggio con l’esito negativo, ma io ancora niente e non lo riceverò fino allo scadere delle 24 ore. Solita fortuna! Ok, finalmente si parte! Prima tappa supermercato Bonus nel centro di Reykjavìk per i primi rifornimenti e successivamente acquisto delle bombole del gas per i pasti in campeggio. Il tempo non ci è amico, infatti una pioggerella ci accompagna fino al campeggio vicino al centro, dove con grande dispiacere scopriamo che, a causa covid, i posti sono limitati e di conseguenza è tutto esaurito. Presi dal panico, iniziamo a chiamare i vari campeggi: l’unico disponibile è a 35 km di distanza da noi, il Mosskogar Camping. Meglio di niente! Decidiamo di andare nel campeggio per piazzare la tenda e dopo la doccia tornare a mangiare in centro. Giunti sul posto, rimango stranito dal fatto che il proprietario non accetta carte (mi sembra di essere ancora in Italia :)….), ma la cosa che mi sconvolge di più, e che non pensavo possibile qui al nord, è la sua accettazione di fronte alla mia offerta scherzosa di 3000 ISK a fronte di 4000 ISK! Sono basito, qui in Islanda è ancora possibile trattare il prezzo!…Piazziamo la tenda, facciamo una doccia fredda all’aperto e ripartiamo per la capitale. Mangiare in Islanda è generalmente molto costoso, ma, avendo visitato l’isola tre volte, so dove si può mangiare benissimo, spendendo cifre giuste. La destinazione si chiama Saegreifinn, un piccolissimo ristorante sul porto. Consiglio di prenotare, perchè è sempre pieno. 2 zuppe di aragosta, uno spiedino di salmone ed uno di gamberetti, pepsi max e acqua alla modica cifra di 45 euro. Non male e per chi volesse si può assaggiare anche la balena.

Giorno 3: 8/08/2020

  • Pingvellir
  • Geysir
  • Gullfoss

Verso le 8:00 partiamo in direzione Pingvellir, il parco nazionale più antico d’Islanda, prima tappa del circolo d’oro (per completarlo in tranquillità serve almeno una giornata). Qui nel 930 venne fondato uno dei primi parlamenti al mondo. Questa zona è caratterizzata da gole e faglie visibili dovute alla deriva dei continenti. Camminando all’interno del parco si arriva ad una passerella, una volta attraversata sei sul sentiero vero e proprio che ti conduce all’interno del canyon. Se pur già visto, è uno spettacolo magnifico: è magico vedere i colori accesi delle rocce ricoperte di muschio traversate dall’acqua. Qui è presente una delle tante cascate islandesi, la Öxarafoss, al cui interno si riversa il fiume Öxara. Magnifico! Dopo un pranzo al sacco veloce, ripartiamo per Geysir, la seconda tappa. La sua peculiarità sono i geyser, molto probabilmente i più antichi conosciuti, che regolarmente eruttano spingendo spruzzi d’acqua bollente fino a 50 metri di altezza. Anche se il tempo non è stato dei migliori, siamo comunque riusciti fare il trekking completo in tranquillità, in più ho scattato parecchie foto, quindi molto bene!!! Ora ci dirigiamo verso una delle cascate islandesi più famose, Gullfoss, terza e ultima tappa della giornata. Magnifica, i colori ti lasciano a bocca aperta, chiunque ci si fermi davanti non può non provare quella sensazione di impotenza: è impressionante e si capta nell’aria la violenza di questa cascata. Nelle giornate di sole è molto probabile vederla incorniciata da un arcobaleno: purtroppo non siamo stati così fortunati, anzi la pioggia non ci ha mollato un attimo. Concluso il giro, ci accampiamo ad Hella, un posto strategico per diverse escursioni in previsione per i giorni successivi.

Giorno 4: 9/08/2020

  • Seljalandfoss
  • Borgarnes

Sveglia presto, colazione e partenza. Prima tappa la cascata Seljalandfoss, forse la più famosa, presente su ogni documento legato all’Islanda. Giunti sul posto, causa mal tempo, prendiamo la decisione di invertire la marcia. Ci lasceremo per il ritorno l’Islanda del sud, per procedere ad ovest. Faremo la ring road in senso orario! A volte bisogna cambiare rotta per potersi gustare il viaggio, l’idea di non potermi godere le bellezze del sud causa meteo avverso era davvero inaccettabile. Purtroppo, questa decisione ci causa una perdita di tempo non indifferente. Finiamo dopo ore di macchina ad accamparci in un campeggio a Borgarnes e per tutto il tragitto non ha mai smesso di piovere. Non promette bene….

Ring road Islanda, Piccola chiesa in prossimità di Borgarnes

Giorno 5: 10/08/2020

Sveglia presto, del sole nemmeno l’ombra. Che tristezza! Non ci resta che partire in direzione Hvammstangi, con la speranza di trovare sul tragitto qualche location bella da fotografare (tempo permettendo). Gli scenari sono sempre suggestivi e chilometro dopo chilometro il cielo sembra aprirsi, siamo fiduciosi! Non ricordavo la quantità industriale di pecore sparse per l’isola! Impossibile distrarsi. La fortuna ci assiste, giungiamo in prossimità della cascata Dynjandi (velo della sposa): è magnifica! Il sentiero è corto e c’è un leggero dislivello da percorrere. Una signora ci ha raccontato che questa è location molto usuale per proposte di matrimonio, forse ha condiviso questa informazione perchè le ho chiesto di farci una foto e quindi ha tratto chissà quale conclusione! Questa cascata merita anche perchè non è molto turistica. Ripartiamo e proseguiamo nel percorso accompagnati dalla immancabile pioggia e anche la giornata di oggi volge al termine…

Giorno 6: 11/08/2020

  • Hvammstangi
  • Akureyri

Ore 8:00, colazione in centro. Verso le 9:45 ci presentiamo in ospedale (in quel periodo era obbligatorio effettuare un altro test anticovid, trascorsi sei giorni dall’arrivo sull’isola) con davanti una coda chilometrica. Verso le 11:30 arriva il nostro turno, le mie peggiori aspettative sono confermate. Modi grezzi e sbrigativi. Momento tampone non dei migliori per me, anche se in realtà Sabrina si è divertita molto, ridendo a crepapelle per il mio disagio. Si riparte! Percorriamo l’ultima parte della costa occidentale, il percorso previsto è di 5 ore. Durante tutto il tragitto siamo accompagnati dalla pioggia, ma comunque soddisfatti dei panorami che si presentano! Ho già detto che quest’isola è magica?!? Si percorrono ore di macchina, ma il tempo sembra volare. Arriviamo nella zona di Hvammstangi: già dalla strada notiamo una piccola colonia di foche, per cui non posso non scendere dall’auto per andare a scattare alcune foto. In Islanda è possibile vedere sempre due tipologie di foche, quella comune e quella grigia, tuttavia ci sono altre 4 specie che visitano l’isola: foca della Groenlandia, foca barbata, foca dal cappuccio e foca dagli anelli. Vederle in natura è magnifico, sono goffe e simpatiche. Questi animali vanno fotografati in totale sicurezza, bisogna sempre mantenere una certa distanza, altrimenti scapperanno, ed evitare di creare situazioni pericolose. Penso sia davvero magnifico osservare gli animali nella tranquillità del loro habitat, ma bisogna rispettarli e sicuramente non metterli in pericolo solo per fare una fotografia!! Il tempo è bruttissimo, vento e pioggia fortissimi. Insostenibile! Rinunciamo a fare un trekking sulle spiagge per continuare a vedere ulteriori foche. Il meteo è scoraggiante, così, con dispiacere, abbandoniamo l’ovest per andare a nord: direzione Akureyri. Giunti sul posto, ci accampiamo e decidiamo di andare a mangiare al DJ Grill, locale con un ottimo rapporto qualità prezzo. 2 hamburger, 2 porzioni di patatine fritte e 2 pepsi alla modica cifra di 23 euro (consigliatissimo!).

Giorno 7: 12/08/2020

  • Godafoss
  • Myvatn
  • Höfdi
  • Grjotagja
  • Hverfjall
  • Leirhnjúkur
  • Viti

Sveglia presto e colazione in centro: optiamo per Kristjans Bakari, un bar/pasticceria, anche questo ottimo e altamente consigliato! Ci godiamo un giretto tranquillo in centro in quella che è la seconda città più grande d’Islanda, ma definirla tale sembra uno scherzo (circa 19 mila persone)! Oggi il tempo sembra sorriderci, quindi partiamo veloci in direzione Godafoss, la cascate degli Dei! La leggenda narra che da qui furono gettate le statue degli Dei per poter sancire definitivamente il passaggio al cristianesimo. La cascata è alta circa 12 metri ed è circondata da un magnifico paesaggio vulcanico. Bè, se pur molto visitata, è sempre un piacere vederla. Qui è possibile seguire una serie di sentieri che costeggiano la cascata e uno di questi porta direttamente sotto di essa. Dopo aver fatto tante foto e video e esserci goduti le bellezze presenti, siamo ripartiti in direzione Myvatn, che in Islandese significa “lago dei moscerini”. Nessun nome più azzeccato! E’ davvero impressionante la quantità di moscerini presenti qui, infatti è normale vedere le persone girare con strani copricapi (in poche parole sembrano travestiti da apicoltori!!). Questa parte dell’Islanda è fantastica, alcuni la definiscono la più bella: i colori e la conformazione rocciosa la rendono unica (se decidi di visitare l’isola, non puoi non venire in questa zona). Ci fermiamo in prossimità di Höfdi, dove è possibile percorrere un trekking di poco più di un’ora. Consigliato, perchè si potranno osservare le varie formazioni laviche che emergono dal lago. Sempre in questa zona, sono presenti i crateri di Skútustadagigar: piacevole passarci attraverso. Facciamo una piccola scappatella a Grjotagja, ma troviamo sul posto un’infinità di persone…. peccato! Questa grotta è famosa perchè al suo interno è stata girata una scena del trono di spade. Ora è il momento del vulcano Hverfjall. Vulcano di 400 metri di altezza con 1000 metri di diametro, caratterizzato da un colore nero scuro. La salita è ripida, impegnativa e dura all’incirca 20 minuti, ma una volta giunti in vetta la vista è spaziale e ripaga pienamente lo sforzo. Ora si parte in direzione Leirhnjúkur, zona geotermale unica per i suoi colori, le colonne di fumo che fuoriescono dal terreno e…un odore fortissimo, dovuto all’alta concentrazione di zolfo nel terreno, che è anche il principale fattore che rende questa zona così colorata!. Magnifico, potresti stare ore a fissare queste colline color ocra senza stancarti mai! A due passi troviamo Viti, un cratere vicino al magnifico vulcano Krafla. Durante il viaggio è d’obbligo una tappa alla misteriosa doccia d’acqua calda nel nulla (una foto la devi fare)! Ora è il momento della salita sul cratere: 15 minuti e si arriva sul punto più alto. Al suo interno si può ammirare un bacino di acqua color blu intenso, la vista dell’area circostante è bellissima e che dire della camminata sulla cresta! Per finire la giornata, ci dirigiamo verso una zona ricca di roccia vulcanica: la credenza è che questa sia un sorta di porta dell’inferno, un luogo di contatto tra i due mondi. All’interno è possibile percorrere sentieri per oltre 8 km, ma noi dopo 2 km decidiamo di ritirarci, vista la giornata molto impegnativa. Ora non resta che avvicinarci a Húsavik e cercare un buon campeggio!

Giorno 8: 13/08/2020

  • Húsavik
  • Dettifoss
  • Seydisfjordur
  • Egilsstaðir

Direzione Húsavik, museo della balena. Bello, un pezzo di storia islandese da conoscere. In più se non qui, dove fare whale watching in Islanda? Avendolo già fatto in passato, abbiamo deciso di saltare stavolta. Comunque i prezzi si aggirano intorno ai 70 euro a persona, comprensivi di giacca apposita fornita dallo staff e anche una merenda a metà viaggio (cioccolata calda e dolcetto alla cannella). Il giro dura indicativamente 2/3 ore. Noi invece optiamo per un giro al faro. Qui lo scenario è molto suggestivo, tra faro, mare e una bellissima piscina sulla scogliera, ma purtroppo la sosta è durata poco causa mal tempo! La tappa del pomeriggio è Dettifoss, la più immensa tra le cascate islandesi, con un’altezza di 45 metri e una portata di circa 200 m3/s, la cui forza riesce a creare spruzzi visibili fino a 1 km. Questa tappa non può mancare, perchè è una vera “forza della natura! Per raggiungerla ci sono più vie in base a dove si arriva: noi siamo passati dalla strada principale, entrando in una secondaria sterrata, per un tragitto che dura circa un’ora. La peculiarità di questa zona è la superficie pianeggiante molto rocciosa, insomma… sembra un paesaggio lunare. Ci siamo! Eccola finalmente nella sua magnificenza, anche se, come sempre, la fortuna non è dalla nostra parte: il forte vento alza molta sabbia, perciò diventa impegnativo camminare. Infatti, la discesa per giungere alla cascata è formata da rocce bagnate e scivolose, quindi di per sè già non semplice da percorrere, in più con visibilità limitata causata dalla “tempesta di sabbia” non è il massimo. Una volta trovatasi davanti, si prova quasi una sensazione di paura, tanto questa cascata è immensa! I numeri che la descrivono non le rendono giustizia ed è davvero bella! Qui, ci sono diverse escursioni da fare e si può costeggiare il fiume godendosi il panorama da entrambe le rive. Ora ci spostiamo perchè mi era rimasto un bellissimo ricordo di Seydisfjordur, un piccolo paese in un fiordo in cui ero stato in passato. Decidiamo, così, di farci un giro e prenderci anche un buon caffè per scaldarci. Sono presenti alcuni negozi, principalmente bar e ristoranti, una bellissima chiesetta e tantissime case graziose: qui un giro del paesino è d’obbligo. Dopo questa piacevole sosta, partiamo in direzione Egilsstaðir per accamparci. Per la prima sera da quando siamo qui finalmente riusciamo a vedere un magnifico tramonto del nord. Stare seduti a guardarlo in tutta la sua magia è inappagabile.

Giorno 9: 14/08/2020

  • Studlagil
  • Hengifoss e Litlanesfoss
  • Höfn

Oggi si parte alla volta del canyon Studlagil: non conosciutissimo, anche perchè fino a pochi anni fa molte di queste zone erano ritenute pericolose, ma veramente da vedere. La sua bellezza è merito del fiume glaciale Jokulsa: durante l’escursione sui punti panoramici si ha modo di vedere il fiume che passa in mezzo a magnifiche rocce di basalto. Anche per osservare questo miracolo naturale ci sono diversi sentieri, noi abbiamo percorso quello che scende al fiume, ma anche quello sulla riva opposta, dove si giunge ad un punto panoramico alto, merita sicuramente. La seconda tappa della giornata sono le cascate Hengifoss e Litlanesfoss: per poterle raggiungere vanno percorsi circa 3 km a piedi. Il sentiero parte da un parcheggio ed è ben segnalato. La prima cascata si raggiunge dopo circa 30 minuti e le sue caratteristiche morfologiche sono simili a quelle del canyon. Buon punto per fare ottimi scatti! Dopo altri 30 minuti si giunge all’altopiano dove si presenta davanti a noi la magnifica Hengifoss, la seconda cascata più alta dell’Islanda con i suoi 120 metri di altezza. Incredibile la stratificazione del terreno color rame dietro la cascata, che definisce il numero delle eruzioni che hanno portato alla sua creazione! Subito dopo, partenza in direzione Höfn: arriviamo giusto in tempo per una cena come si deve, 38 euro ben spesi! Abbiamo cenato al Hafnarbuðin, un chiosco sul molo dove è possibile mangiare dei panini all’aragosta spaziali con contorno di patate, anche dolci se ti piacciono, da provare obbligatoriamente! Ci siamo poi accampati nel campeggio del villaggio Vichingo, ma si è rivelata una pessima scelta! Il camping era costoso, esposto al vento e con un terreno pieno di pietre!

Giorno 10: 15/08/2020

  • Vestrahorn
  • Skaftafell
  • Svartifoss
  • Jökulsárlón

In mattinata abbiamo visitato il villaggio vichingo (niente di eccezionale), la spiaggia di Vestrahorn ed il faro su una penisola lì vicino, il tutto a piedi. Questa zona, come tutte le altre, è magnifica. La nostra idea per la giornata è quella di dirigerci nel parco nazionale di Skaftafell. Questo parco è ricco di trekking e caratterizzato da numerose attrazioni da vedere: da qui partono anche le camminate sul ghiacciaio! Giunti sul posto, ci rattristiamo all’idea di non poter dormire nel campeggio. Tutto pieno, in più il parcheggio è a pagamento, 4 euro. Si parte per l’escursione: il primo pezzo è abbastanza ripido, ma dopo circa 40 minuti si arriva a Svartifoss (forse l’attrazione principale del parco), la cascata nera! Bellissima, una stretta cascata circondata da rocce di basalto nere. L’unica nota negativa è la quantità di gente presente… (consiglio vivamente di andare presto la mattina oppure tardi alla sera). In un’ora e mezza circa si arriva all’altopiano, da cui si può vedere il mastodontico ghiacciaio Vatnajökull. Una vista magnifica, la vastità che si presenta agli occhi è da togliere il fiato. Abbiamo camminato ancora per circa un’ora e poi siamo tornati giù, per dirigerci alla prossima fermata, che è Jökulsárlón. Giunti sul posto, ci rechiamo alla diamond beach o spiaggia dei diamanti, dove è possibile vedere degli iceberg galleggiare (questi pezzi di ghiaccio si staccano dal ghiacciaio Breiðamerkurjökull, che è il più grande del mondo per estensione non considerando i poli e in alcune zone raggiunge anche il chilometro di spessore…. davvero immenso). Che dire… è veramente suggestivo, piccoli pezzi di ghiaccio che passano costantemente davanti alla riva con colori magnifici, danno un assaggio delle unicità dei paesaggi artici! Non si può non sentire qua e là il rumore dei ghiacci che si spezzano e cadono in acqua, una sinfonia incredibile. Ci spostiamo su una spiaggia più appartata a pochi chilometri da lì, da cui si può osservare la lingua del ghiacciaio che entra in acqua: visto in sezione si rimane sbalorditi a guardare la sua morfologia (qui hanno girato qualche scena di Interstellar). Concludiamo la giornata accampandoci vicino al canyon Fjaðrárgljúfur.

Giorno 11: 16/08/2020

  • Fjaðrárgljúfur
  • Vik
  • Reynisfjara
  • Dyrhólaey
  • Relitto abbandonato, Douglas Super DC-3
  • Skogafoss
  • Seljalandsfoss

Alle 8:00 siamo già in marcia e dopo uno sterrato di circa 10 km arriviamo al canyon Fjaðrárgljúfur. Per raggiungere il primo punto di osservazione la passeggiata è relativamente corta, direi tappa d’obbligo! Il panorama è molto bello. La seconda tappa della giornata è Vik, una cittadina carina. Abbiamo pranzato in centro in un piccolo parco e successivamente abbiamo fatto una piacevole passeggiata nelle vicinanze. In posizione più elevata, è presente una chiesetta caratteristica con pareti bianche e tetto rosso: qui intorno la vista è veramente piacevole e in più è possibile fare anche alcune passeggiate veramente belle (nella stagione giusta, questa zona è caratterizzata dalla presenza di numerosi fiori colorati). Vik è anche conosciuta perchè qui si trova una magnifica spiaggia nera. La tappa successiva è la spiaggia Reynisfjara, con sabbia vulcanica, peculiare per i faraglioni che emergono dal mare e le pareti formate da pilastri basaltici. Un paradiso per i fotografi! Anche questa attrazione non è esente da un’aura leggendaria, infatti si pensa che queste pareti di basalto in verità siano due troll pietrificati. Su queste sono presenti anche anatre di mare e i puffin (animali simbolo dell’Islanda), che nidificano nelle numerose fessure delle rocce. Posto magnifico, un must, ma è meglio non avvicinarsi troppo al mare e fare attenzione alle onde! Successivamente, ci spostiamo in direzione Dyrhólaey: in cima al promontorio è possibile vederla, una magnifica penisola a forma di arco formatasi dall’eruzione di un vulcano. Dal qui la vista è eccezionale ed è possibile fare una breve passeggia che porta al faro. In qualsiasi direzione mi giri il paesaggio è stratosferico! Sulle scogliere abbiamo visto e fotografato da vicino i puffin, sono bellissimi e … goffi! Ora tappa al relitto abbandonato! In mezzo al nulla, è presente la carcassa del Douglas Super DC-3, che 40 anni fa atterrò qui per emergenza. Ciò che resta dell’aereo non fu mai tolto ed ora è diventato un’attrazione turistica. La strada per raggiungerlo è di circa 4km (a piedi oppure pagando la navetta) e sinceramente non ne vale la pena. Noi ci siamo andati per fare qualche scatto, ma credo che non ci torneremo. Ci dirigiamo in direzione Hella per passare la notte, ma durante il tragitto ci fermiamo a Skogafoss. Una magnifica cascata di 60 metri, forse la più famosa: non a caso hanno girato anche qualche scena nella serie tv Vikings. La prima cosa che balza agli occhi è il contrasto di colori presenti sulla scena, infatti l’acqua cristallina cade su pietre nere, mentre tutto l’ambiente circostante è verde. E’ possibile ammirarla dal basso oppure salire i 400 scalini e vederla dall’alto. Magnifica! A poca distanza da Skogafoss si trova un’altra cascata, Seljalandsfoss. Come tutte le altre, anche questa ha la sua originalità, cioè la possibilità di passarci dietro attraverso un sentiero nella roccia! E’ necessario indossare indumenti impermeabili, perchè ci si bagna parecchio!

Giorno 12: 17/08/2020

  • Hjálparfoss
  • Hveragerði e il Fiume caldo

Con tutta la calma del mondo ci dirigiamo verso la capitale, l’intenzione è quella di suddividere la giornata in due tappe. La prima si trova a circa 40 minuti, le cascate di Hjálparfoss. Questa è accessibile a tutti ed è caratterizzata dalla presenza di due fiumi che si uniscono, formando un’unica cascata. E’ poco turistica, quindi avrete modo di godervi il panorama senza la presenza di folle asfissianti. La seconda tappa si trova alla fine di un trekking in prossimità del villaggio Hveragerði: questa cittadina è famosa a livello nazionale per la sua scuola di orticoltura e per la clinica di naturopatia (questo grazie al campo geotermale che fornisce il riscaldamento alle serre). Da questo villaggio parte un sentiero che porta ad una zona termale naturale, si percorre una stradina in salita di circa un’ora e si arriva ad una pianura caratterizzata dalla presenza di passerelle in legno che costeggiano un piccolo fiume. La magia di questo luogo è unica: due fiumi, uno freddo e uno caldo, si unisco e danno vita ad un fiumiciattolo, la cui temperatura di circa 24 gradi è perfetta per rilassarsi un pò! Dopo il bagno, rimarrai impressionato dalla velocità con cui ti rivestirai :). Purtroppo per noi, la giornata non è stata contraddistinta da un meteo ideale: magnifico stare immersi nell’acqua calda, meno bello tornare indietro verso l’auto sotto la pioggia. Stanchi, ci siamo accampati alla sera nella cittadina, in un ottimo campeggio, completo di tutti i comfort.

Giorno 13: 18/08/2020

  • Reykjavìk
  • Faro Gardur

Oggi è tempo di un bel giro nella capitale Reykjavìk. Anche se a livello di architettura non è forse la più bella al mondo, non manca di attrazioni. La cattedrale è indubbiamente particolare ed è possibile salire fino in cima ad un costo di circa 5 euro e godersi il panorama dall’alto. Davanti ad essa, si prende la strada in discesa per addentrarsi nel centro: la cosa che si nota immediatamente è la presenta di un gran numero di locali! La città è inoltre molto pulita e si respira un’aria di felicità. Abbiamo passato la mattinata nel centro, invece nel pomeriggio siamo andati all’Harpa, un edificio adibito a centro congressi e concert hall inaugurato nel 2011. Molto appariscente, la sua struttura completamente vetrata e la sua geometria lo rendono unico, un buon posto per passare qualche ora. Verso le 15:00 decidiamo di trascorrere un po’ di tempo passeggiando nel giardino botanico, dove sono presenti piante e fiori magnifici. Il posto è molto tranquillo, ideale per un “buon” caffè. Per concludere la giornata, ci dirigiamo nella punta più a sud-ovest dell’isola a vedere il Faro Gardur. Molto bello, completamente bianco, presenta due strisce rosse, ottimo per scattare alcune foto (peccato per il tempo). Ci accampiamo lì vicino!

Giorno 14: 19/08/2020

  • Blue Lagoon

Questa giornata la dedichiamo completamente a rilassarci! Torniamo in capitale e tentiamo la fortuna provando a fare il check-in in hotel in anticipo (avevamo riservato la stanza per dormire più comodi l’ultima notte!). Fortunatamente, ci hanno dato la camera senza problemi! Il programma per la giornata è inusuale: dopo la pulizia auto, ci dirigiamo alla famosa Blue Lagoon per rilassarci (anche se molto commerciale credo che ne valga davvero la pena). Questa è un’area geotermale che ospita una sorta di spa/centro benessere, in cui è possibile effettuare diversi trattamenti e anche mangiare. Noi ci siamo limitati all’ingresso alle piscine esterne, che, al costo di circa 40 euro, comprende nel prezzo una bevanda al bar esterno e una maschera per il viso (oltre ai loro prodotti cosmetici esclusivi presenti per l’utilizzo nelle docce, acquistabili se lo desideri nello shop all’interno). Ci siamo rilassati come non mai! Le piscine sono davvero un toccasana rigenerante: fuori la temperatura è bassa, ma tu sei a mollo in acqua a 31°, in alcune zone addirittura 38°! Da rifare! Ciò che davvero contraddistingue Blue Lagoon è il paesaggio in cui è immersa questa struttura: i colori, le rocce e il verde del muschio la rendono quasi spettrale! All’uscita, ci siamo fermati a cenare in un locale (essendo l’ultimo giorno abbiamo deciso di toglierci lo sfizio di un pasto cucinato da altri!) e dopo dritti in hotel.

Giorno 15: 20/08/2020

Ore 16:30 purtroppo lasciamo questa magica isola! Abbiamo lo scalo a Copenaghen, che prevede anche di passare la notte, per cui l’idea è quella di fare un salto nel centro per cena. Purtroppo, anche in questo caso non siamo stati assistiti dalla fortuna, per cui, visto il diluvio universale, ci accontentiamo di una cena nella stazione centrale, almeno siamo al coperto. Che tristezza! Poteva essere una bella opportunità per vedere la città, ma purtroppo non è stato possibile. Il giorno seguente, infine, alle 6:00 partenza per Milano… e si torna nuovamente alla vita normale!

Conclusioni

Sono state 2 settimane intense, ma fantastiche! Questo giro ad anello è un must, perchè le migliori attrazioni sono appunto sulla costa. Sicuramente in futuro, però, visiterò anche la parte interna dell’isola, quella più selvaggia, che ancora mi manca all’appello! Certamente il fatto che tutti gli stupendi scenari naturali presenti in Islanda non siano a pagamento permette di evitare di spendere un capitale almeno sotto l’aspetto delle attrazioni! Spero che l’articolo sia stato di tuo gradimento e spero anche che possa tornarti utile per organizzarti al meglio, ma se necessitassi di ulteriori idee ti consiglio questa guida per ottenere tutte le informazioni di cui hai bisogno.

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